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Come contattare un HR su Linkedin?

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Cercare e trovare un lavoro oggi è un processo tutt’altro che semplice; ecco perché nell’ambito della ricerca può essere utile sapere come contattare un HR su Linkedin.

Sappiamo bene che l’attuale mercato professionale segue dinamiche complesse; le aziende diventano sempre più esigenti nei confronti delle professionalità da assumere, e in poche sono disposte a scendere a compromessi.

La ricerca di un lavoro, soprattutto in alcuni settori particolarmente ‘competitivi’ nei quali abbondano le candidature, può diventare un processo lungo ed estenuante, fatto di tanti ‘le faremo sapere’.

Grazie ai nuovi canali online oggi le opportunità per presentarsi e farsi notare professionalmente dai recruiter si sono moltiplicate.

Contattare un responsabile delle HR è decisamente più semplice grazie a piattaforme come Linkedin. 

Cos’è e come funziona Linkedin 

Tutti conoscono Linkedin, o comuque ne hanno sentito parlare; ma non tutti sanno come funziona.
In pochi conoscono davvero le caratteristiche e le potenzialità dello strumento nell’ottica della ricerca di un lavoro.

Prima di spiegarti alcune regole e di svelarti alcune dritte per utilizzare Linkedin nella giusta maniera, ti forniremo una breve panoramica dello strumento.

Linkedin è un social network, ma più nello specifico è una piattaforma che permette di sviluppare contatti professionali.

Si tratta di uno strumento che viene utilizzato a livello professionale sia da chi cerca lavoro e sia dai recruiter. In altre parole è uno strumento che mette in comunicazione domanda e offerta di lavoro.

Le funzionalità del social professionale consentono di creare un network di contatti, e di conoscere quindi professionisti e persone che potenzialmente potrebbero offrire un’opportunità lavorativa.

Attenzione però a non considerare il profilo Linkedin come una sorta di curriculum online.
Non basta creare una bella pagina ricca di informazioni per avere risultati in termini di contatti da parte di aziende e recruiter; l’efficacia dello strumento è legata ad un approccio e un utilizzo attivi e proattivi.

Di seguito l’Unicusano di Palermo ha raccolto una serie di dritte e consigli per gestire al meglio il contatto con l’HR.

Il profilo 

Un HR ha a disposizione, su Linkedin, un immenso database di profili, per ognuno dei quali ha la possibilità di approfondire competenze, esperienze, interessi ed eventuali raccomandazioni.
Ecco perché oltre l’85% dei reclutatori utilizza oggi la piattaforma per trovare e contattare rapidamente figure professionali.

Prima di lanciarsi in richieste di contatto a recruiter e HR bisogna assicurarsi di avere un profilo attraente, completo e professionale.

Partiamo subito da un dettaglio importante: la foto, che non può assolutamente mancare.
Si tratta del primo elemento visualizzato dal recruiter, dal quale può eventualmente dipendere la decisione di leggere il profilo oppure scartarlo a priori.

Attenzione quindi a scegliere la foto giusta, che rispetti una serie di requisiti.

La foto scelta deve innanzitutto essere di buona qualità, con una risoluzione idonea a non causare sgranature.
Per quanto riguarda il contenuto l’immagine deve ritrarre il titolare del profilo per cui sono assolutamente da evitare immagini che riprendono cagnolini, gattini e tramonti romantici.

È preferibile inserire una foto in primo piano, o a mezzo busto, che abbia uno sfondo sobrio e nella quale non compaiano altre persone.

Ricordiamoci l’aspetto; dal momento che il viso è in primo piano è importante essere in ordine e curati sia per quanto riguarda i capelli che l’abbigliamento.

Passiamo ora al contenuto della pagina.

Il primo requisito per rendere produttivo un profilo Linkedin e per farsi notare è la completezza.
Compilare tutte le sezioni è fondamentale ai fini dell’ottimizzazione e del posizionamento.

Si procede quindi con l’inserimento delle informazioni personali, che devono includere il percorso di studi, il settore di specializzazione, l’attuale posizione lavorativa, le eventuali esperienze pregresse, i progetti portati a termine e le skills.

Dal momento che Linkedin ragiona come un motore di ricerca è utile inserire all’interno della parte testuale le parole chiave per le quali si desidera comparire nelle ricerche.

Una piccola dritta da seguire per fare colpo sui selezionatori riguarda la sezione riepilogo.
Il consiglio è di redigerla con particolare cura e attenzione, in quanto è la parte che più frequentemente viene visualizzata dai recruiter, in una fase iniziale, per avere una panoramica rapida del profilo e della sua professionalità.

Concludiamo con un’altra interessante opportunità offerta dalla piattaforma, che nello specifico riguarda la possibilità di inserire contenuti multimediali (video, pdf, presentazioni in power point, link ecc.) sia all’interno della sezione ‘in primo piano’ e sia nelle ‘esperienze professionali’.

Le referenze

La sezione delle referenze merita un approfondimento dedicato.

Per comprenderne l’importanza è sufficiente pensare per un attimo al recruiter che legge un bel profilo su Linkedin; un profilo che vanta competenze e abilità di ogni genere ma che restano comunque soltanto parole ‘non certificabili’.

La referenza è una sorta di ‘recensione professionale’ da parte di una terza persona, che può essere un collega o un ex datore di lavoro, che certifica quanto scritto nelle informazioni.

Scrivere a un HR su Linkedin

Entriamo nel cuore del nostro post e cerchiamo di capire come sfruttare al meglio le potenzialità di Linkedin; cerchiamo di capire come contattare un HR su Linkedin.

Apparentemente potrebbe sembrare un passaggio semplice e banale, ma non è così.
Un messaggio sbagliato potrebbe non produrre alcun effetto, o peggio ancora produrre un effetto contrario a quello desiderato.

Il primo step è informarsi preventivamente sull’HR da contattare, per capire se effettivamente è la persona giusta a cui rivolgersi, ovvero se lavora per un’azienda che afferisce al proprio settore professionale.
Iniziare a conoscerlo permette di presentarsi successivamente a lui nel modo giusto.

Il consiglio è aggiungerlo ai contatti, interagire con i suoi post, intervenire nelle sue conversazioni.
Sarà così possibile conoscere dettagli e informazioni importanti, ad esempio relativamente all’azienda, alla mission e ai prodotti.

Per comprendere il valore di tale passaggio è sufficiente pensare per un attimo al reclutatore, quotidianamente sommerso da messaggi strandard e simili tra loro.
È piuttosto evidente che emergere tra tanti non è facile se prima non si gettano le basi per costruire una sorta di rapporto.

Si procede poi con l’invio del messaggio, il cui requisito essenziale è la personalizzazione che deve essere fatta sulla base degli aspetti e dei dettagli desunti dall’analisi del suo profilo.

Per quanto riguarda il curriculum è preferibile non inviarlo contestualmente al messaggio.
È sempre opportuno accertarsi che il recruiter sia effettivamente alla ricerca di nuove candidature, e quindi di profili che si allineano alle personali competenze ed esperienze.

Soltanto quando si è sicuri di essere il candidato ideale per il ruolo da ricoprire si può procedere con l’invio del cv.

Gli errori da evitare

Dopo averti elencato nello specifico regole e linee guida per contattare un HR su Linkedin ti spiegheremo, altrettanto dettagliatamente, cosa non fare assolutamente, ovvero quali sono gli errori da evitare.

In parte abbiamo già spiegato cosa evitare ma per rendere un’idea immediatamente chiara al lettore abbiamo deciso di sintetizzare gli errori più comuni nel seguente elenco:

  • avere un profilo incompleto
  • non inserire la foto nel profilo o metterne una poco professionale
  • riportare informazioni false
  • mostrare negatività; lamentarsi continuamente
  • inviare il cv pochi secondi dopo aver ricevuto la connessione dal recruiter
  • utilizzare messaggi ‘copiati e incollati’

Un altro errore piuttosto frequente è quello di mettere pressione al reclutatore, tartassandolo con richieste di aggiornamento e lunghi messaggi in chat non appena effettua la connessione.

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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