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Quali sono i diritti del lavoratore e cosa disciplinano

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La conoscenza dei diritti del lavoratore è un presupposto fondamentale per evitare che la giungla del mercato professionale approfitti della condizione di ‘non conoscenza’ di alcune persone per creare situazioni di ‘sfruttamento’.

Partiamo subito con una precisazione: la normativa inerente la tematica è piuttosto complessa, oltre al fatto che essa attinge a differenti fonti.
Conoscerla nel dettaglio è una prerogativa di profili esperti, in possesso di una formazione di stampo giuridico, ad indirizzo prettamente professionale.

In questo post ci limiteremo pertanto a fornirti una panoramica generale di quelli che sono i diritti di chi lavora nella condizione di dipendente, del settore privato o di quello pubblico.

Contratto di lavoro: diritti e doveri

Il contratto di lavoro è il documento che definisce gli obblighi e i diritti del lavoratore e del datore di lavoro.

La disciplina del lavoro e del lavoratore è regolamentate dalle norme della Costituzione Italiana, e più in particolare dagli articoli che vanno dal 35 al 40.

Entrando nel dettaglio, l’articolo 35 stabilisce la tutela del lavoro, in tutte le sue forme; l’articolo 36 definisce il diritto alla retribuzione, la durata della giornata lavorativa e il diritto a ferie e riposi settimanali; l’articolo 37 stabilisce la tutela del lavoro delle donne e dei minori; l’articolo 38 disciplina la categoria degli inabili; l’articolo 39 definisce l’organizzazione sindacale; l’articolo 40 sancisce il diritto allo sciopero.

Il rapporto di lavoro è regolato da una normativa piuttosto complessa, le cui fonti sono identificabili nel Codice Civile, nelle Leggi Speciali e nello Statuto dei lavoratori.
L’insieme di leggi e accordi, suddiviso tra le fonti sopra citate, costituisce il diritto del lavoro.

I diritti dei lavoratori sono suddivisi in due categorie:

  1. Diritti patrimoniali
  2. Diritti personali

Diritti patrimoniali

La categoria include il diritto alla retribuzione ovvero il diritto del lavoratore a percepire un corrispettivo per il lavoro svolto.
La retribuzione deve risultare proporzionata sia al tempo dedicato all’attività che alla tipologia di mansione; deve inoltre essere idonea a garantire al lavoratore e alla sua famiglia una vita dignitosa.

Il livello minimo è stabilito dai contratti nazionali di categoria.

Diritti personali

Nella categoria in oggetto rientrano il diritto alla salute e il diritto alla sicurezza delle condizioni di lavoro.

Partendo dal presupposto che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo, è facile intuire l’importanza dell’aspetto che riguarda la sicurezza sul lavoro.
Per far sì che tale diritto venga garantito il datore deve adottare, all’interno dell’ambiente di lavoro, tutte le misure necessarie per preservare l’integrità fisica e morale del lavoratore.

Nel discorso ‘salute’ rientra anche il diritto del dipendente al riposo e alle ferie retribuite, entrambi gli elementi indispensabili per il recupero delle energie, ancora una volta fisiche e mentali.

Diritto alla maternità/paternità

Il periodo di maternità è un diritto che spetta alle donne nei due mesi che precedono il parto e fino a tre mesi dopo.
Sono inoltre previsiti permessi retribuiti per poter effettuare esami e controlli medici.

Il tutto deve essere garantito alle future mamme senza ritorsioni da parte dei datori di lavoro.

Diritto di adempiere a funzioni pubbliche

È un diritto del lavoratore poter conservare il proprio impiego pur svolgendo una carica politica o amministrativa.
Chi svolge funzioni pubbliche ha diritto ad un periodo di aspettativa non retribuita, pari alla durata del mandato.

Diritti sindacali

Tra i diritti personali del dipendente rientra anche il cosiddetto ‘diritto sindacale’ disciplinato all’interno dello Statuto dei lavoratori.

In particolare al lavoratore è riconosciuto il diritto a riunirsi in assemblea e a costituire associazioni sindacali all’interno del luogo di lavoro.

I lavoratori hanno inoltre il diritto di interrompere l’attività lavorativa, in misura collettiva, per raggiungere un obiettivo comune.
Le giornate di sciopero non comportano la perdita del posto di lavoro ma non vengono retribuite.

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