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Knowledge management: definizione e caratteristiche del tema

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Knowledge management? Se ne parla molto ma non tutti hanno le idee chiare su cosa sia esattamente. Se stiamo alla traduzione letterale si tratta della “gestione della conoscenza” che può sembrare quasi intimidatoria ma che, in realtà, vi sorprenderà per il fatto che molti di noi stanno già seguendo i suoi principi ogni giorno presso le diverse aziende. L’abbreviazione di knowledge management è KM e riguarda il collegamento di diversi settori e idee, assicurandosi che siano disponibili le persone, i processi e la tecnologia giusti per supportare lo scambio di conoscenze. Se volete lavorare in campo economico o giuridico, questi sono concetti moderni ed appetiti. Non a caso l’università Niccolò Cusano offre master davvero interessanti su questo tipo di know-how da acquisire. Scopriamone insieme un po’ di più.

Knowledge management? Dovete sapere che, nell’economia odierna basata sulla conoscenza, il 25-45 per cento della forza lavoro è composta da persone che lavorano con conoscenze e informazioni. L’economia della conoscenza, quindi, dipende dalla nostra capacità di analizzare rapidamente, ricombinare e aggiungere informazioni esistenti.

La funzione chiave della KM, quindi, è di aiutare a garantire che non perdiamo tempo a scavare indietro alla ricerca di conoscenze esistenti, il che può ridurre l’efficienza organizzativa di oltre il 12%. Inoltre, senza le pratiche KM adeguate, le organizzazioni rischiano di perdere fino al 90% delle conoscenze a causa di una transizione dei dipendenti. Licenzi uno e lui si porta via il sapere.

Cerchiamo di capire a linee generali come funzione e come ci si forma ma alziamo le mani subito spiegando che questa è solo una mini-guida. Attraverso i molti articoli sul nostro blog accademico di Palermo potrete approfondire il tema e, se poi non sarete ancora soddisfatti, potrete chiederci quel che è inevaso attraverso le domande che ci farete avere attraverso l’apposito form di richiesta di informazioni.

Tre sono gli elementi essenziali per gestire il flusso di conoscenza attraveso un knowledge manager. Ve li elenchiamo.

Gli strumenti tecnologici

Sebbene sia una piccola parte dell’equazione del knowledge management, gli strumenti tecnologici sono probabilmente l’aspetto più visibile di KM. Gli strumenti tecnici e le piattaforme digitali consentono alle persone di connettersi tra loro, documentare i processi e fornire informazioni.

Wiki, blog, database, portali per la gestione dei progetti e una moltitudine di strumenti di collaborazione basati su cloud sono tutti progettati per evitare i pericoli di sovraccarico della posta elettronica e / o perdita di informazioni nell’etere. Le nuove tecnologie come le tecniche di data mining e di visualizzazione stanno aprendo nuove vie di informazione e conoscenza che prima erano inaccessibili al knowledge worker medio.

I processi

L’idea è di condividere ciò che funziona per far scappare la gente dagli errori e creare una memoria collettiva. Fare un passo indietro riflessivo dal trambusto per valutare come sono andate le cose e come le cose possono essere migliorate è un ottimo processo da incorporare nel flusso di lavoro e alla fine può portare ad un’altra KM robusta: la migliore pratica.

L’atto di fare una lista di controllo è una tecnica del knowledge management semplice ma provata per garantire che gli standard siano rispettati e che le procedure siano seguite. Dopo tutto, le liste di controllo salvano vite.

Una volta implementati i processi di KM, i responsabili della conoscenza hanno la responsabilità di garantire che vengano seguiti e pertinenti alle esigenze dei lavoratori. I processi non devono essere ossificati, limitando le strutture che limitano la creatività dei lavoratori, ma dovrebbero invece evolversi con una comprensione mutevole della loro utilità.

Le persone

Alla fine di tutto si tratta solo di assicurarsi che le persone abbiano accesso alle giuste informazioni e conoscenze. Le persone sono sia la fonte che la destinazione della conoscenza, quindi costruire una comunità attiva è la chiave per qualsiasi progetto KM di successo. A volte questo significa letteralmente riunire persone in una stanza per condividere le loro esperienze, ma spesso significa anche creare spazi virtuali per fare lo stesso.

Economia e gestione aziendale

Tutto questo è affascinante. Per le aziende che sanno che in futuro sprecheranno sempre meno tempo e risorse umane e per le persone che adesso si stanno formando per diventare professionisti della KW.

In questo senso vi aiutano molto i master di area economica di Unicusano che trasferiscono alla perfezioni competenze e strumenti.

Il consiglio è di andare a spulciare la lista aggiornata dei master in Economia e gestione aziendale che vengono costantemente refreshati perché si sta sull’attualità, campo dove nascono davvero le esigenze.

Il Knowledge Manager

Il ruolo di un manager della conoscenza nella comunità lavorativa è capire innanzitutto chi sa cosa e dove e poi facilitare lo scambio di conoscenze, sia attraverso un audit della conoscenza sia attraverso un’analisi dei social network.

Successivamente, può (e deve) tentare di collegare i punti mediante l’hosting di attività di condivisione della conoscenza basate sulla tecnologia o sul processo. Un senso di fiducia tra i partecipanti è fondamentale per qualsiasi condivisione della conoscenza tra i partecipanti, e un manager della conoscenza dovrebbe sempre essere concentrato sulla creazione di uno spazio accogliente e di supporto che le persone possano condividere.

 

*** Siccome state per diventare dei signori manager e farete presto presentazioni importanti, potrebbe anche interessarvi questo articolo sui programmi per slideshow professionali ***

Adesso sta a voi chiudere la porta appena socchiusa sul mondo del knowledge management o spalancarla ancor di più approfondendo come vi abbiamo spiegato in apertura di mini-guida.

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