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Schiscetta dello studente: come mangiare sano davanti ai libri

Commenti disabilitati su Schiscetta dello studente: come mangiare sano davanti ai libri Studiare a Palermo

L’Italia è un paese pieno di tradizioni. Una di queste è la schiscetta dello studente, cioè il cibo portato in Ateneo dentro ad una scodella. Dietro a questa abitudine alimentare c’è senza dubbio la necessità di risparmiare mentre si studia, anche se mense universitarie e bar ormai hanno prezzi molto abbordabili. C’è anche la più sana voglia di controllare cosa si mangia in un momento storico in cui, su questo aspetto, ci sono tantissimi scontri e in cui stanno emergendo tremende verità sulla (bassa) qualità dei prodotti alimentari proposti a noi tra allevamenti dubbi e additivi chimici non troppo consigliabili. Partendo da come ama nutrirsi l’universitario, vogliamo sottoporvi una guida che affronti il tema in modo più ampio consigliando cosa mettere in tavola e cosa evitare durante le sessioni di studio e suggerendovi anche un certo tipo di formazione qualora voleste diventare professionisti del settore food. Pronti? Buona lettura.

E’ boom assoluto per la schiscetta dello studente e l’imprimatur arriva da una ricerca che partì in occasione dell’Expo di Milano e che era denominata “Le abitudini alimentari degli studenti delle università di Milano”. Realizzato a cura dell’università di Milano-Bicocca tra dicembre 2015 e giugno 2016 attraverso la compilazione di un questionario online, questo suddetto lavoro ha toccato 7.607 studenti universitari, cioè il 7% del totale della popolazione accademica lombarda.

Cosa è venuto fuori a riguardo? Che il 64% degli intervistati ama alimentarsi dalla propria ciotola e in particolare le ragazze col 71% contro il 48% dei maschietti. Il gentil sesso, a conferma di questo primato, ha dichiarato di portarsi “sempre o spesso il cibo da casa”. Solo il 10%, invece, ha dichiarato di non farlo mai. Cosa c’è in questi piatti? Tra gli uomini va forte il primo (col 63%) mentre tra le donne vince l’insalata col 54%. Un classico sono anche il panino (che coinvolge il 44% degli intervistati) e la pizza (assestata al 40%).

Schiscetta sicilianaLo spunto della schiscetta dello studente ci consente di analizzare il macro-tema della vostra alimentazione durante questi anni di fatiche accademiche. Senza avere la pretesa di essere esaustivi, vi proponiamo qualche considerazione in merito.

I cibi ideali per studiare

Stabilito che la schiscetta dello studente sia il miglior modo di consumare un pasto per questa categoria, c’è da capire cosa metterci dentro. E’ chiaro che sia un discorso complesso perché molto dipende dai gusti personali (insindacabili) ma è altrettanto chiaro che esistano cibi ideali per studiare. Perché? Perché, in un modo o in un altro, possiedono delle caratteristiche organolettiche in grado di supportare le vostre fatiche sui libri.

Partiamo col capire cosa bere mentre si è vicini ad un esame universitario:

  • la medaglia d’oro va alla spremuta d’arancia, che ha una serie di vantaggi, a tutti noti, legati alla forte presenza di Vitamina C che disinfetta le vie respiratorie (evitando febbri e mal di gola) ed alza in generale le difese immunitarie del vostro corpo;
  • molto interessante è anche il mix acqua e limone che il web consiglia di assumere a temperatura tiepida di prima mattina senza ancora aver ingerito nulla, magari arricchito da un cucchiaino di miele che scioglie il naturale (ma fastidioso) catarro che si depone sulle corde vocali durante la notte;
  • Infine il caffè dello studente, se usato con intelligenza e parsimonia, è una bevanda utile a farvi tenere alta la concentrazione e l’adrenalina e anche a farvi superare certe notti senza cedere alle braccia di Morfeo.

Ora che sapete cosa mettere nei vostri bicchieri, passiamo alla parte “solida” del discorso. Non potete far mancare questi consigli nel menu settimanale dello studente perfetto:

  • Pesce, che, in ogni forma e condimento, ha al suo interno una grande quantità di fosforo in grado di supportare il cervello nelle attività di memorizzazione utili durante lo studio di una materia;
  • Pasta, che, se non mangiata con condimenti troppo ricchi, fornisce zuccheri preziosi da bruciare durante le difficili sessioni di fatica che equivalgono a vere e proprie attività sportive;
  • Legumi, che, al loro interno, hanno una forte e consistente presenza di ferro esattamente come la carne ma senza tutte le implicazioni filosofiche e salutistiche portate avanti dai vegetariani;
  • Gelati, che sono un alimento fresco pieno di zuccheri perfetto da essere consumato anche mentre si studia o comunque in una breve pausa di studio per ripartire di slancio.

Cosa non mangiare prima di un esame

Ora che sapete cosa merita di finire sotto ai vostri denti, non potete non completare il quadro considerando anche cosa non mangiare prima di un esame. Se è vero l’antico adagio popolare “Mens sana in corpore sano”, è altrettanto vero che seguire questo consiglio dei nostri avi è ancora più importante quando, a vent’anni, siete impegnati a formarvi per i diversi esami.

Esiste una lista di cibi da evitare mentre si studia? Sì e no, perché in rete diversi blog propongono l’argomento ma il tema è così caldo che viene aggiornato di costante e diventa così impossibile cristallizzarlo in uno scritto. Consapevoli di questa caratteristica intrinseca, però, crediamo di farvi cosa gradito fotografando a questo momento quello che sul web si dice in merito.

Ecco i prodotti culinari da non consumare se si è studenti:

  • Cibo spazzatura o junk-food, perché, seppur di gusto piacevole, tende a creare sonnolenza in chi lo ingerisce rendendo complesso lo stare svegli a leggere e, alla lunga, agisce negativamente sull’apparto circolatorio;
  • Fritti, un po’ per le stesse ragioni del punto precedente ma anche per danni legati alla forte presenza di olio che ostruisce le vene;
  • Primi piatti con condimenti troppo carichi, perché non è la pasta in sé ad appesantire ma l’eventuale sugo che, se è per esempio alla carbonara o alla gricia, può inficiare la concentrazione del ragazzo;
  • Alcol, sia perché, alla lunga, crea seri danni celebrali specialmente se assunto in quantità eccessive sia perché ha il potere di stordire e quindi di non agire bene circa il processo di apprendimento.

La mensa di Unicusano

Anche se è disponibile per ora solo all’interno del bellissimo campus universitario di Roma, abbiamo intenzione di raccontarvi della mensa di Unicusano perché rappresenta un bellissimo esempio di come viene gestita l’alimentazione degli studenti in modo collegato alla necessità di stare in forma nella testa e nel corpo. E poi presto dovrebbe arrivare questo servizio anche in Sicilia presso il Learning Center che in città trovate qua:

Via dei Cantieri, 3 – 90134 Palermo
Via Torretta 121 – 90044 Carini (PA)

Tra i servizi dell’università Niccolò Cusano nati con l’idea di mettere in discesa la vita dei suoi ragazzi, come la mission aziendale richiede, quello legato al mangiare ha le sue peculiarità.  Il costo di un pasto completo in Unicusano è di 5 euro con numerosi piatti a scelta e di qualità. Il cibo viene somministrato in un ampio open-space climatizzato in estate ed attrezzato per ogni necessità dove c’è anche un bar aperto già dalla mattina per le colazioni e disponibile anche nel pomeriggio per eventuali pause di studio.

La qualità del cibo  Unicusano è altissima perché il nostro Ateneo rispetta l’ambiente secondo una Green Philosophy che gli impone di usare i sei ettari di verde che circondano le facoltà per coltivare l’orto da cui arrivano tutti i prodotti destinati al consumo di studenti e agli impiegati. Green Food sempre fresco e di stagione a chilometri zero con consequenziale riduzione dei costi di trasporto e delle emissioni di CO2. Se volete saperne ancora di più su questo passaggio “verde”, vi invitiamo a visitare il nostro sito ATENEO VERDE.

Offerta di corsi online di cucina

Tutto questo chiacchierare sull’argomento può causare due cose: o vi è venuta fame e state per uscire alla ricerca di qualche ristorante carino oppure siete stati illuminati dal sacro fuoco del cibo ed ora volete sapere come diventare chef. E’ una natura piuttosto diffusa nel nostro paese e lo dimostra il successo di trasmissioni televisive come “Cucine da incubo” e “Masterchef Italia”. La soluzione per voi, qualora, apparteniate alla schiera della seconda opzione, è l’analizzare l’offerta di corsi online di cucina.

Il primo tra i consigli per scegliere la giusta formazione da chef è chiedersi con molta chiarezza fino a dove si vuole arrivare. Volete puntare a farlo di lavoro o vi basta stupire il vostro partner e probabilmente qualche amico invitato a cena? Questo bivio è essenziale perché dalla scelta che prenderete qua, dipenderà anche l’esborso economico richiesto.

Se volete sapere come iniziare un percorso da cuoco professionista, orientatevi sui brand noti. Qua, tra tutti, si staglia il Gambero Rosso, che offre anche lezioni in presenza in diverse città. Ormai ci anche nomi importanti che mettono a disposizione le loro competenze e ne è esempio fulgido Antonio Canavacciuolo. Eataly, infine, insegna a fare la pizza, i primi e molto altro in un mix tra pro e basic che potrete settare voi in base alle vostre esigenze.

Invece lezioni di cucina amatoriali sul web sono facilmente reperibili coi motori di ricerca tra i tanti blog di cucina e siti specializzati tra cui citiamo il sito Lacucinaitaliana e La Cucina di Misa.

Chiudiamo elencandovi alcuni istituti che offrono formazione a distanza sulla cucina:

  • La scuola di Buitoni (gratuita);
  • La scuola di Barilla (gratuita);
  • I corsi Bimby (via chat);
  • I corsi di Emagister.it (con molti altri corsi in tema alimentare);
  • La scuola alberghiera online Alberghiera.it.

Ora che abbiamo snocciolato il primato della schiscetta dello studente e lo abbiamo connesso ad una serie di passaggi interessanti circa il miglior modo di cibarsi mentre si è sui libri, vi ricordiamo quanto espresso in apertura di pezzo. Non sta tutto qua quello che c’è da sapere sul tema per cui continuate a prendere informazioni in rete ma, più nello specifico, negli articoli che mettiamo con costanza sul blog accademico di Palermo. Se invece avete quesiti precisi, ce li potete porre senza filtri e senza remore compilando l’apposito form di richiesta di informazioni.

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Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. 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